Una Fidelis Andria troppo brutta per essere vera cade anche in casa contro il Siracusa per 0 a 1

Fidelis Andria 0-1 Siracusa 19.03.2017

Photo credits: FB @siracusacalciosrl

Dopo la sconfitta di Cosenza, la Fidelis Andria cade anche in casa contro il Siracusa per 0 a 1, inanellando due sconfitte di fila per la prima volta in stagione, per altro contro due dirette concocorrenti per la corsa Playoff.

La Fidelis Andria continua il suo “filotto negativo” e dopo la sconfitta di Cosenza, cade anche in casa per 0 a 1 contro il Siracusa, inanellando due sconfitte di fila per la prima volta in stagione, per altro contro due dirette concocorrenti per la corsa Playoff.

Qualche giorno fa dicevamo “vietato sbagliare contro il Siracusa” e invece ecco il patatrac!

Dopo questa brutta sconfitta casalinga, sarebbe fin troppo facile criticare la Fidelis e la sua prestazione. Facile perché per assurdo la precedente sconfitta di Cosenza acquisisce quasi valore alla luce della “deprimente” prestazione del Degli Ulivi contro gli aretusei di Mr Sottil. Al San Vito furono due minuti di blackout a condannare la Fidelis, che in seguito ha mostrato comunque una buona reazione al doppio svantaggio. Domenica scorsa invece il niente. Solo tanto fumo, e si son visti tutti i limiti tecnici e caratteriali di questa formazione.

Con chi prendersela dopo questa prestazione? Con la squadra? Con Mr Favarin? Sicuramente sia la squadra che lo staff tecnico hanno una parte di colpe, ma siamo sicuri che sono i soli?

Ci sono comunque delle attenunti. Innanzitutto il Siracusa si presentava al Degli Ulivi come la squadra più in forma del momento con quattro vittorie consecutive (purtroppo per noi poi diventate cinque). Ma soprattutto dall’altra parte c’era una Fidelis Andria che affrontava questo delicato scontro Playoff con un organico decimato, e francamente quello che ne resta non è certamente di una caratura eccelsa.

Con una difesa da reinventare per le assenze di Aya per squalifica (salterà anche il match contro la Vibonese di domenica prossima), oltre alle assenze dei lungodegenti Allegrini e Colella, e senza un uomo fordamentale a centrocampo come Piccinni, oltre alla squalifica di Cianci, che resta comunque il nostro capocanoniere stagionale (4 gol per lui finora), il valore della Fidelis Andria ne risente decisamente.

Con questi presupposti per spuntarla  si sarebbe dovuto per lo meno affrontare il match in maniera perfetta dal punto di vista tattico e mentale. E invece bastano pochi minuti al Siracusa per mettere più volte in difficoltà la Fidelis Andria sia a centrocampo, con l’ex Spinelli che fa il bello e cattivo tempo lì in mezzo, sia sugli esterni, per poi passare in vantaggio, senza neanche grande sorpresa, al 15′.

Da lì in poi i siciliani si sono semplicemente limitati a gestire il vantaggio, in maniera egregia tra l’altro, ed era sconfortante vedere come gli 11 di Favarin fossero assolutamente incapaci di creare pericoli alla difesa aretusea. Se si escludono i calci piazzati di Curcio e Rada nel secondo tempo, la prima azione degna di nota è arrivata solo al 69′ quando un redivilo Volpicelli si libera sulla trequarti e crossa al centro per Croce, che in tuffo di testa non riesce a deviare una palla molto invitante.

A dire il vero al 90′ avremmo anche potuto pareggiare il match se solo Minicucci fosse stato più freddo nel ribattere in porta la respinta del portiere aretuseo sulla pericolosa punizione di Rada… ma forse sarebbe stato chiedere troppo.

Tornando all’analisi, possiamo veramente incolpare la squadra di non averci provato o Favarin di non aver messo in campo la migliore formazione? Certo l’inversione di attitudine della squadra è evidente, ed è anche vero che dei cali ci possono essere durante una stagione, però quando non si arriva con la tecnica dovrebbero essere le forze mentali e la grinta a sopperire.

Sono quindi evidenti i limiti di questa squadra, non tanto per gli uomini quanto per la gestione stessa delle risorse. In altre parole abbiamo gli uomini contati sia per infortuni che squalifiche, fattori che comunque fanno parte del gioco e che quindi andrebbero previsti, sia per scelte alquanto discutibili fatte nel mercato di gennaio.

Domenica scorsa Favarin ha dovuto portare in panchina ben cinque ragazzi della Berretti, e pensare che sarebbero pututi essere molti di più se i vari Fall, Volpicelli e Berardino non fossero stati reintegrati in squadra solo qualche settimana fa.

Francamente non una gestione impeccabile della rosa. C’è molto da riflettere su questo punto, perché i successi si costruiscono innanzitutto sulla buona gestione delle risorse… finanziarie ed umane!