La Fidelis Andria cade a Cosenza per 2 a 1, dopo 6 mesi di imbattibilità in trasferta

Cosenza 2-1 Fidelis Andria 12.03.2017

Photo credits: cosenzachannel.it

La Fidelis Andria cade a Cosenza per 2 a 1, dopo 6 mesi di imbattibilità in trasferta, in un match condizionato da un grosso errore della difesa andriese e dall’immediato raddoppio dei silani. Ma ciò che è mancato è stato soprattutto un approccio concentrato ad una gara così importante. Contro il Siracusa non si potrà sbagliare.

La Fidelis Andria cade a Cosenza per 2 a 1, dopo 6 mesi di imbattibilià in trasferta (l’ultima volta fu a Taranto il 18 settembre scorso), in un match condizionato da un grosso errore della difesa andriese e dall’immediato raddoppio dei silani. Ma ciò che è mancato è stato soprattutto un approccio concentrato ad una gara così importante.

Infatti al San Vito – Marulla, eccezion fatta per quei fatidici minuti tra il 25′ e il 27′ in cui i calabresi hanno ipotecato la vittoria, e nei quali la quasi sempre perfetta difesa andriese fino a domenica scorsa la migliore del girone (con Foggia e Catania) ha avuto forti sbandamenti, la Fidelis Andria ha comunque fatto la sua gara, schiacciando nella propria metà campo i silani per oltre un tempo, che a quel punto hanno solo cercato le ripartenze in contropiede.

Ora, conosciamo tutti le difficoltà degli uomini di Favarin ad andare in rete. In prartica ci sono voluti oltre un tempo di costate pressione per fare un solo “inutile” gol al 85′. Se consideriamo che nonostante questa pressione, nella ripresa abbiamo calciato pericolosamente verso la porta di Perina solo in due occassioni, ovvero con gol di Tito appunto e col pericolosissimo colpo di testa di Onescu, magistralmente parato dal portiere di origine andriese, si capisce che la Fidelis Andria ha difficoltà ad inquadrare la porta avversaria.

Probabilmente basterebbe cercare maggiormente il tiro, perché come ci insegna proprio il Cosenza, basta un rimpallo fortuito per creare palle gol. Il problema è che però i due attaccanti titolari, Croce e Cianci, non hanno mai calciato con convinzione verso la porta avversaria. Solo colpi di testa o tiri in precario equilibrio.

Ma ovviamente la colpa non è tutta loro, perché è piuttosto l’intera manovra d’attacco che riesce solo raramente a creare la superiorità e quindi procurarsi tiri “facili”. Mancino c’ha provato, in quella che può considerarsi finora la sua migliore prestazione in maglia Fidelis, ma non è bastato. Né tanto meno ha influito in tal senso il ritorno in campo di Volpicelli: per lui 25′ di assoluto anonimato, e pensare che è stato tirato in ballo che svoltare il match.

Inutile tornare sul clamoroso errore della coppia Rada-Pop, ancora più clamoroso se consideriamo l’esperienza del centrale rumeno. Inutile piangere sul lato versato. Certo la mancanza di comunicazione e concentrazione in quel frangente è sconcertante. Per quanto concerne il secondo gol poi, che dire… ci può stare: tiro dal limite, un difensore che devia nel tentativo di liberare e che invece, stando alla regola del fuorigioco, rimette in gioco appunto un avversario ben al di là della linea dei difensori andriesi.

La cosa in negativo che però è più saltata all’occhio in questa gara, comunque importante per la corsa playoff, è stato l’approccio al match. Un approccio apparso da subito troppo “delicato”. In pratica per la prima mezz’ora sembrava quasi una gara di fine stagione, con una Fidelis appagata per quando già raggiunto. Poco agonismo insomma. Che ci sia una sorta di inconscio appagamento? Certo che in tal senso il ritorno in campo di un certo Piccinni non può che farci comodo.

Pensiamo alla prossima gara contro il lanciatissimo Siracusa, che domenica si presenterà al Degli Ulivi a 3 punti sulla Fidelis Andria. Sarà fondamentale non sbagliare l’approccio e entrare in campo più determinati, più “cattivi”. La gara sarà complicatissima, ancor più perché Favarin con gli uomini contati in difesa dovrà far fronte alla mancanza di Aya, espulso all’ultimo minuto contro il Cosenza per proteste, e in attacco sarà fuori Cianci diffidato.

Insomma non i migliori pressupposti, ma non possiamo permetterci altri passi falsi!