Spettatori in calo al Degli Ulivi: ad ogni azione corrisponde una reazione!

Prendo spunto da un articolo comparso su TuttoLegaPro.com in cui si analizza l’andamento delle presenze negli stadi di LegaPro in quest’inizio di stagione, per parlare un pò di quel che succede in casa nostra, ovvero degli spettatori al Degli Ulivi.

Raffrontando i dati riportati su www.stadiapostcards.com e riguardanti le presenze al Degli Ulivi nelle prime tre gare della passata stagione e le prime tre di quest’anno, il dato è molto chiaro:

– Totale spettatori 2011/12 pari a 8.409 unità. Totale spettatori 2012/13 pari a 5.729 unità. Il che equivale a 2.680 spettatori in meno sul totale delle tre partite.

– Media spettatori a partita 2011/12 pari a 2.803 unità. Media spettatori a partita 2012/13 pari a 1.910 unità.  Il che equivale a circa 893 spettatori in meno a partita.

E già. Il dato è chiaro, incontrovertibile e soprattutto schiacciante, perchè quasi 900 persone in meno a partita per una piazza come Andria devono far riflettere chi è ai piani alti. Perchè soli 2.125 spettatori per una gara così sentita come quella contro il Perugia sono veramente pochi, così come i 1.900 spettatori per la gara in diretta Tv contro il Sorrento sono davvero una miseria per Andria, quando solo un anno fa contro la Cremonese in notturna al Degli Ulivi, gli spettatori presenti erano oltre 3.500.

Mai sentito parlare di  azione e reazione? La terza legge della dinamica afferma infatti che “ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria“. Ora, per capire come interpretare questo principio in casa Andria, ovvero qual è stata l’azione che ha provocato questa reazione, uguale e contraria, non ci vuole certo un Nobel per la fisica.

Chiunque infatti mastichi un pò di “pallone andriese” non avrà difficoltà a capire che la “causa” è stata la scellerata gestione societaria della passata estate, e che la “reazione” conseguente è l’attuale disamore di una città verso la sua squadra di calcio, il che, giusto per chiudere in cerchio, si traduce in meno entrate economiche nelle già vuote casse societarie.

Insomma, il solito cane che si morde la coda!

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