Pallone Mitre personalizzato Fidelis Andria… che ricordi, che stile!

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Qualche giorno fa nel post “Fidelis Vintage”: una nuova sezione del blog per non dimenticare chi siamo avevo parlato della mia volontà di aprire una nuova sezione del blog in cui parlare dei cimeli e dei ricordi “materiali” della mitica Fidelis, che ognuno di noi ha riposto in qualche cassetto o scatolone. Inutile dire che il sapore retro ha il suo fascino, ma l’auspicio è che dal ricordo possa nascere un moto d’orgoglio e un senso di appartenenza, che ci spinga a rinverdire i fasti del passato.

Oggi ecco a voi il primo post di Fidelis Vintage e direi che si parte veramente col botto. Guardate che cosa stilosissima vi posto:

Pallone Mitre personalizzato Fidelis Andria... datazione anni '90 (altri tempi)!

E’ il pallone Mitre utilizzato dalla Fidelis negli anni d’oro della Serie B. E’ veramente stilosa la personalizzazione  con tanto di nome e logo, fatta dalla prestigiosa casa produttrice Inglese.

Che dire, un tempo contavamo e ci davamo lustro. Infatti per chi non lo sapesse, la Mitre non è affatto l’ultima arrivata, anzi è una storica azienda Inglese nata nel 1817 (non l’altro ieri) e specializzata nella produzione di palloni da calcio e rugby. Oggi è fornitore ufficiale della Football League Inglese e della Federazione Italiana Rugby, e il modello Ultimax è tutt’oggi l’articolo di punta del brand.

L’immagine del pallone mi è stata gentilmente offerta da Antonio Albano, amico di AndriaFidelisBlog e tifosissimo dell’Andria, e che la utilizza come immagine del suo profilo Facebook. Se non è passione questa!

Ma dietro ogni cimelio dietro c’è una storia.  E la storia di questo pallone, è la storia di molti della mia generazione, adolescenti nella meta degli anni ’90, che passavano parte dei loro pomeriggi aggrappati alle retine dei mitici “Campi di Fuzio” (il nome ufficiale era un’altro, ma tutti chiamavamo così quel posto) su via Bisceglie, ad assistere agli allenamenti della Fidelis sotto la guida di Russo, Papadopulo, Sonzogni o Rumignani.

Ma la storia non finisce qui. Perchè se quel pallone fosse rimasto entro la recinzione non staremmo oggi qui a parlarne. Invece è accaduto che qualcuno l’avrà calciato quel pallone, il quale per un qualche motivo avrà preso una strana parabola che l’avrà fatto volare via, oltre le recinzioni, rincorso da un manipolo di ragazzini, e finito nelle mani del nostro amico, che sarà stato anche abile nel sottrarsi alle grinfie degli addetti al recupero palloni.

Nel ripensare a quei pomeriggi, quasi risento mio padre che dopo pranzo mi diceva “Riccà, vuoi andare al campo?” (ero la sua scusa per andarci). Risento il profumo dell’erba del campo, le grida dei vari Mister, gli applausi dei tifosi per uno schema riuscito, le urla di incoraggiamento e lo sguardo dei giocatori lì a poca distanza che a volte incrociavano il tuo, a cui rispondevi con uno sguardo fiducioso… “dai che Domenica si vince”.

Che dire, a me questi piccoli cimeli danno una sensazione veramente speciale, spero anche a voi, e vi invito a partecipare con le vostre storie e i vostri oggetti.

Ripensare a quei tempi per me vuol dire pensare a me adolescente e spensierato, quando la vita era più facile e la Fidelis era in Serie B… cosa desiderare di più!

 

 

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