Cresciuto a pane e Fidelis (Andria)

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Ieri l’Andria ha perso per 6 a 1 una “inutile” gara di Coppa Italia contro il Foggia.

Inutile perchè ormai i giochi erano compromessi avendo “deliberatamente” perso la prima partita delle gironcino a tre del terzo turno della fase finale di Coppa, per 4 a 0… anzi per 0 a 4, perchè giocavamo in casa, schierando la Berretti contro il Catanzaro.

La notizia quindi della roboante sconfitta non ha sorpreso, ed è stata accolta con imbarazzante indifferenza dalla tifoseria, “ma tanto chi se ne frega della Coppa Italia”! Certo io non la penso così, e dopo la sconfitta contro il Catanzaro nel post Andria 0 Catanzaro 4: Chi si ritira dalla lotta…, ho espresso il mio sdegno per la decisione societaria di schierare la Berretti, rinunciando a giocarsela, dimostrando poco rispetto per i tifosi.

Mi sbagliavo! Già, perchè sono stati proprio alcuni “tifosi” ad accusarmi su un forum di polemizzare e montare un’inutile polemica (tralascio le volgarità perchè quelle non in linea con lo stile di questo blog).

A questo punto penso veramente che una tifoseria abbia la dirigenza che si merita. Già, perchè l’incompetenza di chi ci “governa”, e questo vale per diversi aspetti della vita sociale di questa nazione, è anche causata dalla vista corta e senza prospettiva di chi viene “governato”. Tu tifoso non hai spirito critico e vivi solo alla giornata? Ragioni per comparti stagni concentrandoti solo su un’aspetto senza vedere il contesto a cui fanno parte? Vuoi solo salvarti disinteressandoti del senso culturale dello sport e del rispetto delle sue regole etiche? Allora non lamentarti se chi ti dirige non ti rispetta.

Ma oggi nei miei pensieri negativi sulle sorti della mia amata squadra di calcio, e nelle sorti faccio rientrare anche il mediocre approccio di certa parte della tifoseria, hanno irrotto le belle parole di un vero tifoso dell’Andria, scritte sullo stesso forum in cui tanti altri esprimono pareri tutt’altro che costruttivi, attirando la mia attenzione, ravvivando la mia passione e spero quella di tanti altri.

L'AS Fidelis Andria 1993/94. In quella stagione miglior piazzamento della nostra storia col 9° posto in Serie B. Fonte immagine www.fidelissimo.it

Per questa ragione pubblico qui integralmente il testo succitato, nella speranza che in molti possano riconoscersi in questi valori. Ringrazio Michele per quanto scritto, personalmente non avrei potuto esprimere meglio “l’emozione che provo nel vedere i colori biancazzurri in campo”.

 

Parlo da tifoso innamorato di Andria e della squadra della mia città. Grazie alla passione di mio padre sono cresciuto a pane e Fidelis, da sei anni Andria Bat.

L’emozione che provo nel vedere i colori biancazzurri in campo è sempre la stessa da più di vent’anni. Non seguo accanitamente la Serie A, tanto meno la B (spero utopisticamente di poterla rivivere), e ritengo che il vero calcio sia quello visto dal vivo, dagli spalti e dagli allenamenti giornalieri. E se gioca l’Andria spero sempre che vinca.

Da sportivo capisco anche che bisogna accettare le sconfitte, ma ci sono sconfitte e sconfitte! Ho visto la sconfitta di Genova, di Terni, di Benevento. Ho sofferto, ma ho anche capito che la squadra e la società avevano dato tutto: i primi sul campo e i secondi per quello che erano le loro potenzialità, e comunque dopo quelle sconfitte ci siamo sempre rialzati.

Poi ho visto le sconfitte di Rende, Vasto, Vibo, Aversa e Noicattaro, per arrivare alle ultime due umiliazioni di Coppa (contro Catanzaro 0-4 e Foggia 6-1 ndr): si può perdere, rinunciare a degli obiettivi in favore di altri più importanti, ma sempre con dignità, stile e consapevolezza. Perchè anche nelle manifestazioni sportive “secondarie” si rappresenta una città, un blasone e soprattutto una tradizione calcistica (soprattutto in un derby come quello col Foggia).

La delusione vissuta ultimamente per gli schiaffi che prendiamo e le reazioni che quasi mai abbiamo (il Degli Ulivi è ormai terreno di conquista per tutti) sta diventando abitudine, e credetemi non è bello! L’amore e la fede, mia e di moltissimi sfegatati come me, non ha limiti, al contrario del dilettantismo e l’ingratitudine di chi gestisce la Nostra Passione!

Rappresentare la gloriosa Andria per questi pseudo dirigenti dovrebbe essere un onore e un volano per fare sempre meglio, ma qui anche con l’attenuante del noviziato (valida per i primi 2/3 anni), collezioniamo ancora sconfitte, e i ripescaggi sono collegabili a parametri quali il bacino di utenza(cioè Noi tifosi), la storia calcistica (cioè la mitica FIDELIS), e la stabilità economica, di cui solo quest’ultimo è riconducibile all’attuale dirigenza, fattore certamente importantissimo, ma che da solo non può bastare.

Professionalità e programmazione sono le prerogative basilari per far bene, e credo non costino così tanto in termini economici. Basterebbero solo capacità e umiltà per ricercarle! Solo così torneremo ad essere quei “rompipalle” dell’Andria, che sia in casa che fuori vendono cara la loro pellaccia.

Michele

 

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