Si dice che i derby li vincono le squadre più scarse: speriamo sia vero anche per Andria v Barletta

 

Settimana “abbastanza” movimentata in casa Andria, questa che sta precedendo il Derby col Barletta (il 16° giocato da Andria se non vado errato, ma se sbagliassi qualcuno sicuramente mi correggerà), e a poche ore dal match, ancora non è molto chiaro cosa attenderci.

Di sicuro sappiamo che c’è un nuovo allenatore. Dopo un lascia e prendi… prendi e lascia, Di Meo ha rassegnato le sue dimissioni, rinunciando ad altri 2 anni e mezzo di contratto, e subito al suo posto è stato annunciato Vincenzo Cosco, 48° molisano nell’ultima stagione al Campobasso in II Divisione, ma anche l’allenatore di quel Gela che qualche hanno fa fu protagonista di un post partita alquanto infuocato al Degli Ulivi.

Il Mister arriva ad Andria accolto da un pò di scetticismo, più della piazza che degli addetti ai lavori per la verità. Forse ci si attendeva un nome più conosciuto o di richiamo, da titolone, del tipo “Papadopulo di nuovo ad Andria”, ma invece abbiamo un “giovane” allenatore, comunque con diversi anni di esperienza tra i professionisti, a cui dobbiamo affidarci per risalire la classifica. Facciamolo sedere in panchina prima di criticarlo.

Intanto la squadra ha affrontato un ritiro “spirituale”, in cui ritrovare se stessa e conoscere la nuova guida. Poi sapere chi giocherà domenica è faccenda da indovini. Infatti è sotto gli occhi di tutti la politica societaria del “fuori tutti i pezzi pregiati”, e la prospettiva di giocare il sentito derby di domenica con gli avanzi di magazzino. Sì, lo so, la società ha dichiarato che alle vendite di pregio corrisponderanno acquisti di pari valore tecnico, ma presumo di minore valore economico altrimenti il tutto non si spiega, che ci porteranno alla salvezza.

Ora però da ignorante quale sono mi chiedo: “ma se ad inizio stagione siamo partiti con una certa formazione e su quella formazione si è basata la campagna abbonamenti e ci si è prefissi gli obiettivi stagionali, oggi dopo quattro mesi di campionato è giusto rimescolare le carte in tavola e vendere quelli che fino a poco fa erano i pilastri della squadra? Non è forse un comportamento poco chiaro nei confronti dei tifosi?”

Mancano circa dieci giorni alla chiusura del mercato, attendiamo fiduciosi risposte dalla società a tal proposito, consci comunque del fatto che la nostra passione è a prescindere per questi colori. Ma non vorrei che qualcuno se ne approfitti di ciò.

Per tornare a questo Derby così carico di significati (stracittadina con differenti obiettivi, nuovo allenatore, squadra da decifrare, società che… vabbè), esso risulta essere anche un crocevia fondamentale per la stagione azzurra. Infatti parlando di lotta salvezza, tutte le nostre dirette avversarie (Bassano, Feralpisalò, Latina, Prato e Piacenza) affronteranno domenica prossima, così come noi del resto, altrettante candidate al salto di categoria, in match altamente complicati.

Ecco perchè affrontare nel modo giusto il Derby, portare a casa una vittoria insperata ai danni dei più talentuosi cugini barlettani, sarebbe un vero toccasana per la nostra classifica. Ma d’altro canto una sconfitta sarebbe a dir poco letale per un ambiente così già provato e stressato. Giocheremo sul filo del rasoio, e se perdiamo l’equilibrio ci facciamo male!

Quindi, lasciamo a casa le polemiche e supportiamo la nostra maglia, sicuri che sarà una festa di amicizia sugli spalti, ma vogliosi di tirar un brutto scherzetto agli amici di Barletta. Si dice che i Derby vengono vinti in genere dalla squadra più scarsa: allora mi spiace per i barlettani, ma questa volta il Barletta è davvero spacciato!

Ah, si gioca alle 18:00, in quell’orario morto tra la pennichella domenicale e la cena. Come al solito: FORZA ANDRIA!

 

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