Andria 2-1 Barletta: Derby memorabile e il cuore batte ancora

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Una delle notti più esaltanti nella storia recente dell’Andria, e io non ho il tempo di scrivere sul blog. Già, purtroppo come altre volte ho già detto, la vita reale prende il sopravvento su quella virtuale, e così nonostante l’enorme mole di emozioni che il vittorioso Derby contro il Barletta mi ha piacevolmente provocato, solo oggi riesco a mettermi dietro la tastiera del mio pc e vediamo cosa questo flusso emozionale tirerà fuori.

Ma partirò dalla fine, da quando il triplice fischio ha decretato la fine della contesa. Grande soddisfazione, grande vittoria, grande prova di carattere di una squadra che solo poche ore prima era con l’umore sotto i piedi, con gli sfavori del pronostico sulle spalle, con una piazza in fermento e impaziente, con Paolucci all’ultima gara in maglia Andria, ma soprattutto con una situazione tecnica tormentata sia in termini di risultati, sia per il recente cambio d’allenatore. Di Meo aveva salutato tutti e al suo posto sulla panchina andriese c’era Vincenzo Cosco, accolto dalla solita piazza andriese con la solita diffidenza.

Non ho voglia di parlare delle polemiche che hanno preceduto il Derby, perchè le parole si sono sprecate, e come sempre accade nei momenti di crisi, anziché unirsi e sostenere la squadra, si comincia la solita caccia indiscriminata alle streghe. Tutti sono colpevoli, chi non la pensa come la massa è colpevole, chi non supporta a prescindere è colpevole, chi critica è colpevole. Ogni parola viene fraintesa e sinceramente diventa difficile impostare una qualunque discussione costruttiva.

Ma passiamo alla partita. Alla vigilia avevo detto Si dice che i derby li vincono le squadre più scarse: speriamo sia vero anche per Andria v Barletta, e così è andata. Ma oggi dico, siamo veramente convinti che siamo così scarsi? Si, il Barletta è una spanna superiore a noi, perchè sulla carta ha nomi altisonanti e perchè ha un rendimento più costante… ma tutti dettagli che in un Derby non contano. Loro hanno giocato per vincere e sbrigare subito la pratica, noi per dimostrare a noi stessi che non siamo ancora morti. Noi ci siamo e ci saremo per mantenere la categoria. Ma una cosa vorrei fosse chiara a tutti: ci salveremo solo che giocheremo come nel derby, sono se avremo voglia di sputare sangue e giocare col cuore, onorando questa maglia.

La gara. Vantaggio su rigore forse inesistente (ma un altro paio erano nettissimi), che Minesso con un pò di batticuore per tutti noi riesce ad insaccare sotto la Nord, pareggio biancorosso a cinque minuti dal termine, e poi proprio quando Mr Cari voleva vincere il match, noi abbiamo detto no! Non ce l’abbiamo fatta in precedenza con due tentativi di Capitan Paolucci, ma adesso al 90° la squadra non ci sta. Poteva ritirarsi in difesa e difendere il pareggio, ma invece no! Ed è stato proprio lì, in quel momento, che mi sono sentito orgoglioso dei nostri colori. Il Derby vogliamo vincerlo, e così due difensori, Mucciante e Cossentino, confezionano il gol vittoria che tira giù lo stadio, che fa arrampicare in barlettano Larosa sulla recinzione della Nord, che come un defibrillatore caricato ha rimesso in moto i nostri moribondi cuori biancoazzurri.

Mr Cosco e la sua sciarpa blu!

Quindi allenatore nuovo vita nuova? E chi lo sà. Sicuramente il cambio in panchina ha portato tre punti in più in classifica, conquistati all’esordio e nel Derby dei Derby per noi. Quale modo migliore di iniziare la nuova unione!

Il nuovo Mister, che sicuramente non è un mago, si è presentato elogiando Di Meo, poi adottando piccoli accorgimenti tattici alquanto efficaci. Innanzitutto irrobustendo il centrocampo, arretrando i due esterni, ottenendo una maggior copertura sulla mediana, poi effettuando cambi mirati e in momenti strategici del match. Uno su tutti l’ingresso di Loiodice al posto di Russo, ma anche quello di Larosa, che non sarà uno troppo talentuoso, ma sicuramente se è motivato, la maglia la suda sempre. Ma sapete qual è stata la cosa che mi ha fatto maggiormente piacere? Vedere finalmente un difensore di ruolo in panchina, nella fattispecie Zaffagnini, cosa a cui oramai eravamo disabituati!

No, no… non mi sto esaltando e non voglio elogiare troppo Mr Cosco. Lo attendono ancora tante e troppe prove da superare e la situazione non è tranquilla per niente. Ma almeno si respira. Però di una cosa devo complimentarmi col Mister… al Degli Ulivi indossava davvero una bella sciarpa! Visto gli effetti, credo se la porterà al collo fino a Maggio!

Ma lasciatemi finire con una correzione al mio precedente post Paolucci saluta Andria dopo 80 volte in maglia azzurra e va in B. Non erano 80, ma ben 81 le partite in cui Paolucci ha onorato la nostra maglia, l’ultima delle quali, la numero 81, è stata proprio quella nel Derby. In una gara per lui quasi “inutile”, anzi quasi rischiosa per chi da lì a poche ore raggiungerà la sua nuova squadra a centinaia di chilometri da Andria e in una categoria superiore, lui non ha mai tirato indietro la gamba, ha sudato, distrutto ed impostato come al solito, sfiorando il gol in ben due occasioni, regalandoci una gioia immensa. Quella di aver vinto il Derby? Sì anche, ma mi riferivo al fatto di aver riacquistato la speranza che giocatori seri e professionali e non solo mercenari, in giro ce ne sono ancora.

Andrea resterà sicuramente nella storia della nostra Andria. Credo che qualunque tifoso andriese non troppo ingrato, non abbia difficoltà ad augurarli ogni fortuna per la sua carriera.

 

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