Südtirol 1 Andria 1: Un punto guadagnato o due punti persi?

Report: Südtirol 1 Andria 1

Lega Pro 2011/12 – I Divisione/B  – 12a Giornata Andata
Dom 13 Nov 2011 h14:30
Bolzano, Stadio Druso

Südtirol: 1 Iacobucci, 2 Grea, 3 Iacoponi, 4 Kiem, 5 Uliano, 6 Cascone, 7 Campo, 8 Furlan, 9 Chiavarini, 10 Fischnaller (89′ Ferrari), 11 Schenetti (55′ Chinellato). Panchina: Miskiewicz, Santonocito, Calliari, Bacher, Fink. Allenatore: Stroppa

Andria: 1 Ragni, 2 De Giorgi, 3 Contessa, 4 Arini, 5 Zaffagnini, 6 Meccariello, 7 Minesso (75′ Di Simone), 8 Paolucci, 9 Gambino (65′ Innocenti), 10 Del Core (73 Evangelisti), 11 Comini. Panchina: Sansonna, Larosa, Loiodice, Berretti. Allenatore: Di Meo

 

Gol:  5′ Gambino (A); 80′ Zaffagnini aut. (S)

Ammoniti: 10′ Arini (A); 36′ Minesso (A); 37′ Grea (S); 48′ Campo (S); 66′ Ragni (A); 80′ Evangelisti (A); 87′ Paolucci (A)

Espulsi: 84′ Meccariello (A)

Arbitro: Aversano di Treviso

Spettatori: 2.483 (fonte www.stadiapostcards.com)

 

Un punto guadagnato o due punti persi? Partiamo dalla fine. L’Andria torna in Puglia da Bolzano, con un punto conquistato in casa dell’ex capolista del girone, dopo una gara condotta in vantaggio per 75 minuti e raggiunta solo all’80° per colpa di uno sfortunato autogol, ricevendo gli applausi dei tifosi andriesi giunti numerosi a Bolzano.

Tutto ha i connotati della prova positiva e di carattere, in cui si è capitolati solo per colpa della sfortuna, anche se ad inizio ripresa Ragni con un grande intervento non toglieva dall’angolino una palla calciata dal limite potevamo capitolare prima. Ma non è tutto così semplice o semplificabile. Non lo è perché pur non avendo mai sofferto per tutto il primo tempo e per buona parte del secondo, gli uomini di Mr Di Meo non sono mai stati in grado di controllare la gara, e quando dico “controllare” intendo dare la minima parvenza di sapere che fare con la palla tra i piedi.

Del Core in un contrasto di gioco contro il Südtirol. Fonte immagine www.fc-suedtirol.com

Qualcuno dirà “ecco il solito disfattista, abbiamo pareggiato contro i primi della classe, ma che vuoi!”. Che dire, se si è contenti della partita di ieri, non so che dire. Ma io non ci sto e sapete perché? Perché ieri, e mi spiace dirlo, l’Andria non giocava a calcio! Per certi tratti mi sembrava una gara di Rugby, in cui si conquistava campo con lanci lunghi e tutti ad inseguire l’ovale… scusale la sfera, in cui la grinta non mancava, ma la tecnica era stata lasciata chissà dove!

Non riuscivo a dar un senso alla prestazione dell’Andria, non ci stavo capendo molto, fin a quando in serata faccio una telefonata ai miei a casa, ed ecco l’illuminazione! Risponde mio padre, 73 anni e appassionato dell’Andria da molto prima della Fidelis. Dopo che ci si è assicurati che tutti a casa stessero bene, si passa inevitabilmente a parlare della partita dell’Andria e dell’amaro in bocca che questa gara ha lasciato.

Ed è a quel punto che arriva la rivelazione, quando mio padre, che negli anni ne ha viste tante, prima assiepato sui gradoni assolati del Comunale quando il campo era ancora in terra battuta, poi sempre sugli stessi gradoni ma col campo in erba o davanti alla tv come ieri, mi dice: “Ma che vuoi… questa squadra non è in grado di far girare la palla, non sa gestire il vantaggio perché non riesce a perder tempo facendo due passaggi di fila, non sa difendere perché non sa tener palla, inviti gli avversari ad attaccarti… e alla fine le prendi!”.

E che gli vuoi dire! In pratica ha spiegato quello che è il classico gioco all’Italiana. Quello basato sulla difesa e centrocampo, in cui se non sei in grado di attaccate, devi essere capace di difenderti e ripartire, ma non lanciando la palla in avanti senza senso, sperando in qualche spizzata e ripartenza, ma facendo correre gli avversari, gestendo il vantaggio… facendo delle triangolazioni tra difesa e centrocampo, aspettando in momento opportuno per un lancio smarcante per un attaccante.

Cosa si è visto ieri invece? Una squadra senza gioco, che dopo il gol non ha mai gestito la palla, subendo l’assalto dei modesti, almeno ieri non m’hanno impressionato, Altoatesini. Mi viene in mente la gara persa contro la Cremonese. Vi ricordate cos’è accaduto dopo il loro vantaggio? Che per 15 minuti ci hanno letteralmente nascosto il pallone. Ora ovvio che non siamo la Cremonese, che senza la penalizzazione sarebbe prima in classifica senza rivali, ovvio che loro hanno dovuto gestire solo per i 15 minuti finali, ovvio tutto… ma ciò che per me non è ovvio, è che mai per tutta una gara, dico mai, ho avuto la sensazione che l’Andria stesse in qualche nodo gestendo la partita. Vogliamo semplificare ancora di più? Non li ho mai visto fare tre passaggi consecutivi tra difesa, centrocampo e attacco.

La difesa per carità s’è bene comportata, e Meccariello lì al centro è stato all’altezza e disinvolto (tralascio la sua espulsione perché non so cosa l’arbitro si sia inventato, dato che il guardalinee che era lì davanti non ha segnalato alcun gioco violento e di occasione da ultimo uomo non si può parlare!), ma comunque non è mai uscita palla al piede impostando il gioco.

Del centrocampo invece non so che dire: non esiste, è un reparto non pervenuto in fase di impostazione. Paolucci e Arini corrono solo dietro gli avversari per interdirne il gioco, beccando ammonizioni e squalifiche (vedi Arini indisponibile contro il Piacenza e Paolucci è alla terza ammonizione). Ho voglia di vedere un centrocampo degno di questo nome!

L’attacco tutto sommato il suo lavoro lo fa, dato che sono 9 gare consecutive che andiamo in gol, ma questi sono molto spesso frutto di episodi o iniziative individuali più che azioni manovrate, e molto, anzi troppo spesso si pecca di precisione nelle azione di contropiede e non si riesce a mettere l’uomo davanti al portiere avversario. Inoltre dato che il centrocampo non esiste, gli attaccanti tendono ad arretrare per prendere palla e anche gli esterni si accentrano, creando gran confusione li in mezzo, e assenza di gioco sulle fasce. Abbiamo due esterni come Comini e Minesso, ma di azioni o aperture sulle fasce neanche l’ombra, tranne azioni individuali ed improvvisate come la sgroppata di 80 metri di Comini nel secondo temo. Niente di “schematico”.

A proposito di schemi, ma che fine anno fatto gli schemi su palla inattiva? I calci d’angolo sono battuti tutti allo stesso modo. Le punizioni, quelle poche che abbiamo a favore perché se non attacchi non ti fanno fallo, sono calciate tutte stile “palla in aria e quel che succede… succede” anche se siamo ad inizio gara e in vantaggio di un gol.

Insomma, non voglio essere “negativo”, ma a me la squadra non mi è piaciuta affatto. Non si gioca così a calcio. La prestazione di ieri non ha logica. E non venitemi a dire che gli avversari erano i primi in classifica e tecnicamente più dotati di noi. Non c’entra niente. Anche se hai difronte il Brasile, tre passaggi di fila devi farli… ogni tanto, anche se ti chiami solo Andria! Sono stufo di queste partite in cui non si ha mai la sensazione di padronanza del campo. Quelle dell’Andria sono tutte gare da tripla… troppo umorali!

Prendiamo il punto, unica piccola nota positiva e pensiamo alla gara di Lunedì prossimo contro il Piacenza, in cui mancherà Mucciante per infortunio e Pierotti, Cossentino, Meccariello e Arini per squalifica. Difesa e centrocampo da inventare.

Ah, non ho risposto alla domanda iniziale “un punto guadagnato o due punti persi?”. Potenzialmente due persi, ma nella realtà uno guadagnato!

 

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Video: http://www.youtube.com/watch?v=34UXA-tCYXg

 

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