Quante altre Barletta dobbiamo aspettarci?

 

E’ questo un momento di lutto, di rabbia e di riflessione per la nostra comunità, per la nostra nazione.

Ancora una volta il pressapochismo e l’incuria dell’uomo hanno avuto la meglio. Ancora una volta si specula sulla vita della gente. Ancora una volta la democrazia e la civiltà hanno perso in Italia.

Condoglianze ai nostri fratelli di Barletta e alle famiglie che hanno subito questa disgrazia.

 

 

Questa è una lettera postata su www.beppegrillo.it, mi sembrava giusto condividerla, sperando che la rassegnazione non diventi mai parte delle nostre vite.

 

L’Italia muore a Barletta

 

Sotto un cumulo di macerie ho perso mio padre. Aveva 46 anni e quel giorno era al lavoro. Aveva un vestito nuovo, s’era sbarbato quella mattina. In programma aveva un appuntamento con un cliente importante. Non c’è mai andato. Sono passati vent’anni. 

Oggi a Barletta è crollato un palazzo. Scricchiolava da giorni, dicono. C’è almeno un morto e chissà quante persone ancora sotto le macerie. Ogni volta che capita una tragedia del genere ripenso a mio padre, e penso che forse la sua morte non è servita a niente. Perché di parole, dal giorno della sua morte, ne ho sentite tante: la messa in sicurezza degli edifici di qua, la tenuta delle strutture di là e bla bla bla. 

In Italia le situazioni a rischio sono centinaia. Palazzi costruiti con più terra e meno cemento, per risparmiare sui costi di produzione. Edifici vecchi non agibili, ma abitati perché questo passa il convento.

Quante altre Barletta dobbiamo aspettarci?

 

Luca D.