Il ragazzo col capellino degli Yankees che liberò la Libia

 

Si chiama Moahmed Shabani, 20 anni, e da ieri alle h13:26 è l’eroe di un popolo intero, il popolo Libico. Sarebbe stato lui a scovare il dittatore Muammar Gheddafi, il dittatore Libico, sì lo stesso dittatore accolto in pompa magna solo poco tempo fa a Roma e riverito con cavalli berberi e donzelle di casa nostra.

Moahmed mostra la pistola d'ora sottratta a Gheddafi

 

Sì quel Gheddafi lì, che nascosto a Sirte in una condotta di cemento e in fuga dal suo popolo, sarebbe stato scovato proprio da Moahmed che gli ha strappato la pistola d’oro che portava con sè, così come ha raccontato lo stesso giovane libico alla BBC. Questo l’annuncio apparso ieri 20 Ottobre 2011 su www.bbcwordblog.com

1326: A fighter in Sirte has told the BBC his account of the reported capture. Mohammed, a young fighter in his 20s, wearing a blue T-shirt and a New York Yankees baseball cap, said he had found the colonel hiding in a hole in the ground in the city of Sirte. He told the BBC that the former Libyan leader said to him simply: “Don’t shoot”

 

Già, un ragazzo di 20 anni in maglietta blu con un cuore rosso e cappellino da baseball dei New York Yankees in testa, la cui immagine sta facendo il giro del mondo con l’arma d’oro del defunto Rais in mano mentre grida “Allah Akbar” (Allah è grande)! La Libia è libera!

Moahmed fa parte, anzi faceva parte visto l’epilogo, di un gruppo armato col compito di scovare il Dittatore Gheddafi. Quando l’ha catturato, cambiando radicalmente il corso della storia di una nazione intera, indossava un capellino degli Yankees.

Nelson Mandela in NY style

Il logo NY dei New York Yankees è certamente il più marchio più famoso nello sport, forse più della swoosh della Nike e più della silhouette di Michael Jordan.

E’ evidente l’equivalenza tra il brand del club di Baseball newyorkese e l’America intera, gli Yankees appunto. Quando nel 1990 Nelson Mandela (nella foto in alto) visitò New York, dopo il suo discorso allo Yankee Stadium nel Bronx, quando il sindaco Dinkins mise un capellino degli Yankees sulla testa del premio Nobel per la Pace, Mandela sorridendo disse: “I am a Yankee”. Il che è un pò quello che il logo NY esprime nell’immaginario comune o vi rappresenta: “Mi identifico con la cultura Americana ma non necessariamente con l’America”.

Jay-Z allo Yankee Stadium di New York

Simbolo anche di ribellione, di vita metropolitana, di atteggiamenti Gangsta nelle strade della Grande Mela, tanto da diventare quasi un marchio per il rapper newyorkese Jay-Z (nella foto a destra), che a ragione nel brano Empire State of Mind dice “I made the Yankee cap more famous than a Yankee can”.

Giusto, ma da oggi la leadership di Jay-Z è a forte rischio, lui il figlio prodigio di New York, che vede il suo simbolo fare il giro del mondo sul capo di Moahmed, il ragazzo col capellino degli Yankees, che ha liberato la sua gente, la sua Libia, dalla dittatura di Gheddafi… quello che regalava il Corano alle ragazze italiane assetate di cultura.

 

 

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