Barletta 2 Andria 2: Che Derby!

Report: Barletta 2 Andria 2

Lega Pro 2011/12 – I Divisione/B  – 3a Giornata Andata
Dom 18 Set 2011 h15:00
Barletta, Stadio Puttilli

 

Barletta: 1 Sicignano, 2 Pisani (53′ 15 Masiero), 3 Mazzarani, 4 Di Cecco, 5 Migliaccio, 6 Mengoni (42′ 17 Pelagias), 7 Schetter, 8 Hanine, 9 Di Gennaro, 10 Franchini (76′ 13 Guerri), 11 Mazzeo. Panchina: 12 Pane, 14 Infantino, 16 Menicozzo, 18 Simoncelli. 
Allenatore: Cari

Andria: 1 Spadavecchia, 2 Pierotti, 3 De Giorgi (60′ 13 Zaffagnini), 4 Evangelisti, 5 Cossentino, 6 Mucciante, 7 Berretti (33′ 16 Comini), 8 Paolucci, 9 Del Core, 10 Innocenti, 11 Minesso (57′ 17 Manco). Panchina: 12 Ragni, 14 Contessa, 15 Arini, 18 Gambino. Allenatore: Di Meo

Gol: 18′ Schetter (B), 30′ Franchini (B), 35′ Comini (A), 47′ Del Core (A)

Ammoniti: Mazzarani (B), Del Core (A), Paolucci (A), Mucciante (A), Pierotti (A)

Arbitro: Barbeno di Brescia

Spettatori: 4.170 (fonte www.stadiapostcards.com)

 

Cosa può accadere quando in una gara di calcio si affrontano due squadre con obiettivi stagionali ben diversi? Quale il risultato se una squadra, quella di casa per giunta, ha aspirazioni da prima della classe e quella ospite è la solita squadretta di turno, dal basso profilo in cerca di una salvezza tranquilla, ma magari ci si salvi, reduce da una sconfitta casalinga? Insomma, cosa aspettarsi quando si affrontano lo squadrone piglia tutto e la vittima sacrificale? Ma ovvio, non c’è storia, vince la favorita in scioltezza!

Ah, dimenticavo un piccolo particolare, ovvero che la gara in questione è un Derby, in particolare il Derby tra Barletta (la corazzata) e Andria (la vittima). Cambia qualcosa? Altro dettaglio dimenticato da molti alla vigilia è che la “vittima sacrificale”, sempre l’Andria, ha impattato fuori casa all’esordio contro un altra corazzata, quello Spezia diretto rivale del Barletta nella corsa alla Serie B e che ieri ha (tra parentesi) sdraiato il Piacenza per 3 a 0. L’Andria, scusate la vittima, nello scorso turno ha si perso in casa, ma ci si è forse dimenticati che l’avversario era la Cremonese e che ha vinto solo grazie ad una punizione stratosferica e ad un guardalinee poco attento che ha annullato un gol regolarissimo alla squadra sfavorita… sempre l’Andria. Forse ora il quadro è più completo.

Il risultato? Un pirotecnico 2 a 2 tra due squadre che se la sono giocata e non si sono risparmiate sul piano dell’agonismo, con interventi decisi e a volte anche duri, sempre alla ricerca della vittoria. In genere si dice che i Derby vengano vinti dai più scarsi, ma questo Derby è finito in pareggio, forse a dimostrazione che lo sfavorito, l’Andria per l’appunto, poi così scarso non lo è, altrimenti avrebbe vinto, no?

Tutto comunque sembrava indirizzarsi verso la normalità in una calda domenica di Settembre, quando al 30’ del primo tempo il tabellone diceva Barletta 2 Andria 0. Bella domenica di sole sul Puttilli, festa sugli spalti tra due tifoserie amiche, nessun rancore ma la squadra più forte sta vincendo e porterà a casa la partita gestendo il risultato. Ma a quel punto accade ciò che i biancorossi non si aspettavano, e forse anche qualche biancazzurro. Mr Di Meo s’è ricordato della prova di carattere dei sui uomini a La Spezia, ha rinnegato, con grande senso critico, la sua scelta tattica di inizio gara “più guardinga” rispetto al solito, con un 4-3-2-1 invece del solito 4-2-3-1, avendo il coraggio di tirar fuori al 33’ in centrocampista aggiunto Berretti, per inserire l’Argentino Comini a spingere sulla fascia, ricreando il trio d’attacco Minesso, Del Core, Comini alle spalle del guerriero Innocenti. Certo, forse è stata anche una scelta della disperazione, o la va o la spacca, ma quanti avrebbero fatto ciò già nel primo tempo senza aspettare l’intervallo? Pochi direi, con la gratificazione aggiuntiva che dopo soli 2 minuti dal suo ingresso in campo, Comini insacca di testa su cross di Minesso. Distanze accorciate all’intervallo, ma ancora per poco. Al rientro un altro paio di giri di lancette e l’Andria pareggia con un pallonetto di Del Core che ha beffato Sicignano.

A questo punto la gara continua con una certa intensità, il Barletta va vicino al vantaggio con una traversa di Migliaccio e l’Andria risponde proprio sul finale con Del Core, tiro debole dal limite. Morale? Le partite vanno giocate, sempre, e questo vale sia per i favoriti che per gli sfavoriti.

La sconfitta contro la Cremonese è stata frutto, oltre delle note e controverse decisioni arbitrali, anche di una mancanza di reazione degli uomini di Mr Di Meo una volta andati in svantaggio, nonostante la superiorità numerica. A Barletta invece l’Andria ha fatto la sua gara in pieno, reagendo senza badare al doppio svantaggio, rischiando anche di beffare nel finale i cugini barlettani. Ovviamente il tasso tecnico superiore del Barletta è evidente e quindi era altrettanto ovvio che la squadra di Mr Cari facesse la partita e cercasse maggiormente la via del gol, ma l’Andria ha risposto colpo sul colto, rinnegando il ruolo da sparring partner, dimostrando tenuta atletica e spregiudicatezza, voglia di attaccare e rischiare… e a volte la fortuna aiuta veramente gli audaci.

E’ da notare che i tre gol presi dall’Andria in quest’inizio di stagione sono tutti frutto di palle veramente imprendibili, a partire dalla punizione di Rabito della Cremonese, per passare all’eurogol di Schetter da 25 metri, ma anche al gol del raddoppio barlettano di Franchini conseguenza di un colpo di testa dalla precisione millimetrica di Mazzeo che si è stampato sul palo. Insomma la difesa regge e su azione non viene trafitta, mentre ciò che bisogna migliorare è la fase realizzativa. Ieri come a La Spezia Del Core sul finale ha avuto sui piedi la palla buona per far male, ma non è stato pronto a sfruttare l’occasione tirando debolmente sul portiere avversario.

Alla fine resta la buona prestazione di un’Andria sempre più assomigliante al suo Mister. Di Meo dimostra di non avere timori reverenziali, mantiene basso il profilo della sua squadra e non guarda in faccia a nessuno quando scende in campo, dichiarando a fine gara, con un fare “strafottente e attira antipatie” alla Mourinho, di ritenere di aver perso due punti a Barletta. Nel post-partita infatti dichiara:

Ho cambiato modulo per bloccare il Barletta sulle fasce, poi subiti due gol siamo tornati al nostro sistema di gioco. Il risultato credo sia giusto fino ad un certo punto, perché meritavamo di vincere se contiamo le palle gol che abbiamo sprecato. Di più non potevamo fare.

Ovvio che si tratti di una provocazione, ma è anche un modo per caricare i suoi uomini in vista dell’ennesimo scontro proibitivo di Domenica prossima contro la Triestina, senza parlare che tra due turni si scende in Sicilia per affrontare la capolista, ad oggi, Trapani. Sempre Mr Di Meo a proposito di questo ciclo di gare durissime:

Conquistati due punti in tre partite difficili. Rimpianti? Si, mi aspettavo altri due punti per quello che abbiamo fatto. Però ripeto, sono contento di come ci siamo espressi. Siamo all’inizio, ripartiamo da questo bel risultato e cerchiamo di fare risultato pieno sin da subito.

Il Barletta dal canto suo ha subito un bagno di umiltà. Forse s’è troppo compiaciuta dei primi minuti di gioco e del doppio vantaggio, concedendo la reazione all’Andria, cosa che lunedì scorso la Cremonese non ha fatto. Ha tanto da migliorare, ma comunque si trattava di un Derby e un Derby si sa che è una gara a parte.

Stucchevoli le polemiche sulle varie piattaforme informatiche tra tifosi andriesi e barlettani, gemellati solo di fatto, perché mi sembra manchi in molti casi il rispetto minimo per parlare di gemellaggio. Manca l’obiettività, manca l’onesta intellettuale, in molti casi, ma non in tutti per fortuna. Come recita un vecchio adagio, forse la verità è nel mezzo. Forse il Barletta al momento non è uno squadrone e per puntare ai suoi obiettivi stagionali ha bisogno di trovare ancora la quadratura giusta. E forse l’Andria non è così scarsa se si pensa soltanto agli avversari blasonati che ha dovuto affrontare in queste prime gare di campionato e che dovrà ancora affrontare nelle prossime due gare, provando a prendere una boccata d’aria contro il Prato in casa tra tre domeniche, forse, perché in questo campionato nessuno ti regala niente.

Alla fine della storia, da tifoso dell’Andria posso ritenermi soddisfatto da queste prime tre gare. Certo la classifica non ci sorride, una sconfitta e solo due pareggi fanno pochi punti, ma per la prima volta da tanto tempo mi sembra ci sia un disegno tattico sotto le prestazione della squadra, in cui tutti hanno il diritto di uscire a testa alta a fine gara, al di là del risultato, perché la maglia è stata sudata!

Per concludere permettetemi di rinnovare la mia indignazione per quelle “senza-senso” maglie verdi! Possibile che si debba giocare un Derby tanto sentito con la terza maglia, verde (???) per giunta, perché nessuno s’è accorto che la prima ha così poco azzurro e molto più bianco, che basta incontrare una squadra completamente bianca come lo Spezia o una biancorossa come il Barletta per rendere inutilizzabile la prima maglia e non poter neanche utilizzare la seconda perché troppo simile cromaticamente alla prima? Forse qualcuno non lo saprà, ma per regolamento la seconda maglia deve essere cromaticamente nettamente diversa dalla prima. Ora guardate la prima e la seconda maglia, ritenete che cromaticamente siano così diverse? Io vedo un trionfo di bianco, di qui la necessità di ricorrere alla terza maglia verde. O forse mi sbaglio… forse quella verde è la seconda maglia e la bianca invece la terza. Ciò non mi stupirebbe!

Resta il fatto che nelle due partite in trasferta è scesa in campo una squadra con una maglia simile all’Avellino, e in quella in casa invece in campo c’era forse il Pescara? Questo si che è marketing! L’unico che si salvava ieri è stato Spadavecchia… sì l’unico ad indossare i nostri colori, che per chi se lo fosse scordato è l’azzurro.

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